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Il Presidente
Napolitano ai funerali di Placido Rizzotto a Corleone
Le spoglie di Placido Rizzotto,
sindacalista della CGIL e militante socialista, ucciso dalla
mafia 64 anni fa, torneranno a Corleone il 24 maggio per i
funerali di Stato decisi dal Consiglio dei ministri. Alla
cerimonia parteciperà anche il Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano. Insieme alla famiglia del sindacalista,
a ricevere Placido Rizzotto nella sua città ci sarà il
Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso Diretta
audio-video su RadioArticolo1.
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Camusso, Paese
rischia collasso, bisogna creare lavoro
“C'è il rischio che
il sistema collassi. Non si deve aspettare ancora, c'è
bisogno di cominciare a creare lavoro”. Ad affermarlo il
Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso,
intervenendo all'Assemblea Nazionale degli edili della CGIL
che oggi si è conclusa a Genova.
Le scelte europee, secondo quanto ha affermato la leader del
sindacato di Corso d'Italia, “rendono difficile, se non
impossibile la gestione delle crisi nei singoli Paesi”. E'
evidente che una logica tutta di rigore, basata, spiega
Camusso, “sul progressivo taglio del debito attraverso la
riduzione del welfare, eattraverso la continua tassazione
delle retribuzioni e delle pensioni non permette di uscire
dalla crisi, di ripartire costruendo lavoro e quindi
crescita”.
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Una situazione allarmante
dalla quale, secondo Camusso, si può uscire percorrendo “una
strada stretta”. Si ricominci “dal tema della
redistribuzione del reddito, provando a cercare le risorse
da chi ce le ha e non da chi non ce la fa più”. Il 92% delle
risorse, ha riferito Camusso, provengono dalla tassazione
del lavoro dipendente e dalle pensioni. Si ricominci quindi,
ha proseguito, “allegerendo il carico fiscale dei lavoratori
dipendenti e pensionati” e si cominci ad “utilizzare risorse
provenienti dai patrimoni per fare un po' di investimenti
sul lavoro”.
Tra le priorità del
Paese, secondo Camusso, devono spiccare la lotta alla
corruzione e alla criminalità organizzata: “fonti
straordinarie di risorse per uno sviluppo economico
positivo del paese e non per |
continuare a regredire”.
“Esiste un'importante relazione tra nuovo modello di
sviluppo e constrasto all'illegalità. E' intollerabile che
si continui a non approvare la legge contro la corruzione”.
Il 2 giugno, ha
ricordato il Segretario Generale della CGIL, i sindacati
unitariamente scenderanno in piazza a Roma. In questi anni
di divisioni sistematiche tra giovani e anziani, tra nord e
sud, tra uomini e donne, l'unità sindacale deve essere una
“priorità assoluta”, è importante ha sottolineato Camusso
“provare a dare una risposta unitaria alle necessità dei
lavoratori e bisogna farlo a partire dalle grandi ragioni,
come creare nuova occupazione”. Inoltre, la partita pensioni
ancora non è chiusa. “Il prossimo governo - ha aggiunto
Camusso - dovrà mettere mano alle pensioni. Questo governo
deve dare risposta ora a quelli che ha lasciato per strada.
Si chiamino esodati o ricongiunti. Questa è emergenza.
Bisogna costruire un sistema solidale che non costringa i
giovani ad avere pensioni troppo basse. In quella riforma
delle pensioni conta solo quanti contributi ogni singolo
lavoratore mette. Non c'e' - ha concluso Camusso -
l'elemento solidale: bisogna, invece, mettere una relazione
tra il lavoro, il tempo che uno passa a lavorare e come va
in pensione”.
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Sindacati uniti a Guadalajara alla vigilia del G20 dei
ministri del lavoro
Alla vigilia del G20 del Lavoro, il 15 maggio, la UNT (una
delle tre centrali sindacali messicane) e la Fondazione
Ebert hanno promosso un seminario dal titolo "Dalla
stabilità economica allo sviluppo sociale". Ospite il
Sindacato dei Telefonici di Guadalajara, circa 150 attivisti
e dirigenti sindacali messicani hanno discusso con dirigenti
sindacali dell'America Latina e di altri paesi del G20, dopo
l'intervento di apertura di Sharan Burrow, segretario
generale della CSI-ITUC, che ha illustrato gli obiettivi del
sindacato mondiale per il G20. Insieme a CUT Brasile, CTA
Argentina, PIT CNT Paraguay, AFL CIO Usa, DGB Germania, ai
dirigenti della CSA (regionale americhe della CSI) e della
UNT, è intervenuto, per la CGIL, Fulvio Fammoni (vedi testo
intervento in spagnolo).
Dal seminario è stata
confermata la necessità di cambiare, a livello globale e dei
singoli paesi, a partire da quelli europei, il paradigma
economico e sociale, verso un modello sostenibile e "verde",
basato sulla centralità dell'occupazione di qualità, la
redistribuzione dei redditi e della ricchezza, il ruolo
degli investimenti pubblici e dei beni comuni, la
regolazione della finanza anche attraverso una Tassa sulle
Transazioni Finanziarie. Obiettivi e proposte che sono al
centro della dichiarazione che il sindacato mondiale ha
presentato ai ministri del lavoro del G20. 17/05/2012
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EQUITALIA - LETTERA APERTA AGLI ISCRITTI
Carissimi tutti,
l’Italia guadagna sempre più frequentemente le posizioni più
arretrate nelle statistiche fra le nazioni europee, ed in
particolare quelle dell’area euro, ma non solo:
quasi un quarto (24,5% contro una media del 21,5%) della
popolazione italiana è a rischio povertà ed esclusione
sociale, la disoccupazione giovanile è più bassa solamente
rispetto alla Spagna, e due milioni di giovani tra i 15 e i
30 anni non lavorano e non studiano, ovvero una media del
21,2 per cento, la quota più alta a livello euro, il tasso
di disoccupazione femminile (48,9 per cento) risulta secondo
in Europa solo a Malta, il valore medio delle retribuzioni
lorde si colloca al dodicesimo posto su 16, all’ultima
posizione nella classifica del valore del livello di salario
netto tra i Paesi del G7 ed al 22esimo posto -su 34- nella
classifica dei salari dei paesi dell'Ocse, l'organizzazione
dei Paesi più industrializzati.
Il nostro paese soffre pesantemente due grossi problemi, che
acuiscono fortemente gli effetti più gravi della crisi,
particolarmente per la parte più fragile della popolazione,
ed indeboliscono ogni possibile iniziativa per uscirne:
la corruzione - stando all'indice graduato da 0 (livello di
corruzione percepito come massimo) a 10, l'Italia riceve un
poco invidiabile 'rating' di 3,9, “meritando” in tale modo
la 69esima posizione nella graduatoria che a cura di
Transparency prende in considerazione 182 Paesi;
l’evasione fiscale - deteniamo il poco invidiabile primato
dell'evasione fiscale in Europa. Le ultime stime indicano in
180 miliardi di euro l'ammontare complessivo delle tasse non
pagate nel nostro paese: ben il 27% (quasi un terzo) del
gettito fiscale complessivo.
In questo contesto scelte e comportamenti politici
irresponsabili nei quali frequentemente si è sostanziata una
molto, e decisamente “troppo lunga campagna elettorale"
(vedi le scellerate politiche di condono edilizio e fiscale
realizzate nel decennio scorso e le numerose esternazioni di
rappresentanti politici e giornalisti rispetto
all'ingiustizia del carico fiscale previsto dalla normativa
italiana) ed un clima di sempre più acuta crisi economica
diffusa hanno alimentato una già viva tendenza dei nostri
concittadini non assoggettati a "ritenuta alla fonte",
all'evasione ed all'elusione fiscale e contributiva,
realizzando una inconcepibile situazione di reale ed ampia
sottovalutazione della gravità di tali comportamenti, posti
in essere in spregio alle più elementari regole di
convivenza civile ed equa compartecipazione agli oneri ed
alle necessità che tale
convivenza
comporta.
L'insieme di questi elementi ha consentito la diffusione
della convinzione che non assolvere ai propri obblighi
fiscali sia sostanzialmente giusto e giustificabile, e che i
principali responsabili dei mali e dei problemi che tanti
concittadini stanno obiettivamente vivendo sono coloro che
svolgono semplicemente il loro dovere, alle dipendenze di
Equitalia o dell’Agenzia delle Entrate, nel pieno rispetto
della legge e che, come ha dichiarato ieri il viceministro
all'Economia e alle Finanze Vittorio Grilli, non
rappresentano “il nemico”, bensì lo Stato che cerca di
tutelare tutti i cittadini”, affinché “tutti paghino ciò che
è dovuto".
Le accuse e gli atti di violenza nei confronti delle sedi e
del personale di Equitalia e dell’Agenzia delle Entrate sono
sempre più gravi, pericolosi ed inaccettabili, e non a caso
il ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri è arrivata
ad ipotizzare l’utilizzo dell’esercito a difesa di obiettivi
sensibili quali, per l’appunto le sedi di Equitalia.
continua |
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